Anello del monte Peralba passando per il rifugio Calvi | Sappada

Una bella camminata impegnativa dal rifugio Calvi passando per il Passo Sesis e seguendo un pezzettino di Traversata Carnica.

 

^^^ Lasciamo la macchina nel grande parcheggio prima di arrivare al rifugio Sorgenti del Piave e prendiamo la facile strada sterrata fino al rifugio Calvi che raggiungiamo in 1 ora di cammino ^^^

^^^ Si può salire sulla strada sterrata oppure prendere un pezzo di sentiero. Ad ogni modo in appena un ora si raggiunge al rifugio Calvi che è ovviamente preso d’assalto. ^^^

^^^ Già da qui il panorama è molto bello ^^^

 





^^^ Il sentiero che abbiamo appena fatto e il panorama ^^^

^^^ Quasi arrivati! ^^^

^^^ Ci siamo fermati a bere una bibita al rifugio e la vista è spettacolare ^^^

^^^ Bellissimo! ^^^

^^^ Ora abbandoniamo il rifugio Calvi e raggiungiamo il Passo Sesis lungo il CAI 132 ^^^

^^^ Ma quanto è bello questo sentiero?! Venire qui a camminare è sempre una garanzia! ^^^

^^^ Il monte Peralba ^^^

^^^ Ciao a tutti!! ^^^

^^^ Davanti a noi il monte Fleons, il monte Edigon e  il Creta Verde ^^^

^^^ Sulla destra il monte Avanza e il Crete Cacciatori ^^^

^^^ Oggi siamo tutti contenti per aver scelto questa bella camminata^^^

^^^ Proseguiamo lungo il CAI 132 e in 20 minuti raggiungiamo il Passo dell’Oregone ^^^

^^^ Ecco il monte Oregone con la casermetta della finanza ormai in disuso e sulla sommità il ceppo di confine ^^^

^^^ Simone ha deciso che vuole andare a mangiare il panino sul monte Oregone quindi.. si sale! ^^^

^^^ Che vista! ^^^

^^^ La casermetta ^^^

^^^ Sul monte Oregone ^^^

^^^ Da qui si può godere di una super vista sul monte Peralba ^^^

^^^ Alessia e Giorgino romanticamente insieme ^^^

^^^ Ahahhaah guardate che buffo Giorgino in ste foto 😀 😀 😀 ^^^

^^^ Sembra che dica ” I’m a good boy” ^^^

^^^ Ora è il momento di scendere lungo il CAI 134 che è anche un pezzo di Traversata Carnica ^^^

^^^ Abbiamo avuto un po’ di difficoltà a trovare il sentiero dal Passo dell’Oregone ma alla fine abbiam combinato (qualche cartello in più non dispiaceva) 😀 ^^^

^^^ Si inizia a scendere da 2385 m a 1562 m…. una discesa infinita SAPPIATELO! ^^^

^^^ Unito al fatto che per la maggior parte della discesa è una jungla e i piedi sono costantemente immersi in acqua e fango… non un sentiero proprio comodo.. ^^^

^^^ Ma almeno qualcuno è contento della presenza costante di acqua 😀 ^^^

^^^ Siamo partiti da lassù ^^^

^^^ I danni di Vaia ^^^

^^^ Piange il cuore ogni volta che si vedono foto come queste ^^^

^^^ Ora per ritornare alla macchina bisogna “tenere sempre la sinistra” anche perchè a causa di tutti questi alberi caduti non ci sono segnalini CAI o cartelli di alcun tipo ^^^

^^^ Tenendo sempre la sinistra sulla strada sterrata si incontrerà una bella salita (infinita) che vi porterà al rifugio Sorgenti del Piave ^^^

^^^ WOW ^^^

^^^ Come dice il cartello… ecco le sorgenti del Piave! ^^^

^^^ Le sorgenti del Piave dietro a Simone e da qui siamo tornati alla macchina lungo la strada in 5 minuti. ^^^

 

Camminata ferie giorno 2. 

 

Perchè ci piace saltare di palo in frasca quest’anno per le nostre vacanze disorganizzate abbiamo organizzato una camminata ai Piani di Vas, questa qui in zona Sorgenti del Piave, una a Forni di Sotto e per concludere un’altra a Passo Tanamea con pernotto nelle casette di legno con il tetto trasparente.

 

Quest’anno confusi insomma.. 




CAMMINATA AL RIFUGIO CALVI

 

Arriviamo da una bellissima notte al rifugio Chiampizzulon, con una bella colazione sostanziosa nella pancia ma sappiamo che il trekking di oggi potrebbe essere “potenzialmente” tosto così addocchiamo un panificio e gli svuotiamo il banco prima di risalire la Val Di Sesis da Cima Sappada.

 

Con gli zaini pieni di pizza e acqua lasciamo la macchina nel parcheggio prima del rifugio Sorgenti del Piave e seguiamo la fiumana di gente lungo la strada sterrada che in appena un ora ci porta al rifugio Calvi.

 

Questo pezzo di camminata è adatta a tutti, anche a bambini piccoli.

Si può salire completamente tramite strada sterrata oppure fare un pezzettino di sentiero.

Entrambi molto molto facili.

 

Lo dico perchè davanti a noi c’era una signora vestita come Waldo, maglione a righe rosso e bianco, pantaloni BIANCHI e hai piedi un grazioso paio di scarpette in tela sempre BIANCHE. Borsetta in una mano, maglioncino nell’altra e aria totalmente antisportiva. Se è arrivata lassù lei andate tranquilli ci possono arrivare tutti.

 

Dribblando gli escursionisti della domenica abbiamo raggiunto il rifugio in un attimo, abbiamo bevuto due bibite perchè oggi si muore veramente di caldo e siamo subito ripartiti.

 




 

SI SALE VERSO PASSO SESIS

 

Facciam suonare la campana nella cappelletta davanti al rifugio, salutiamo anche le galline che razzolano libere e prendiamo il CAI 132 che in appena 30 minuti ci porterà a Passo Sesis e a uno dei panorami più belli di questa mia estate friulana.

 

Sulla nostra sinistra il bellissimo monte Peralba, sulla destra il monte Avanza e il Crete Cacciatori e in lontananza il monte Fleons, il monte Edigon e  il Creta Verde.. che spettacolo ragazzi!

 

Starei qui tutto il giorno a guardare in giro ma Giorgino è impaziente di camminare quindi continuiamo sul CAI 132 verso il Passo dell’Oregone.

 

Prima di arrivare al Passo dell’Oregone c’è una bella casermetta della finanza in disuso appollaiata sul versante occidentale del Monte Oregone.

E Simone esclama: “Voglio andare lassù!!”

E io: “A fare che!?”

Simone: “Per vedere se si vede qualcos’altro da là!!!”

-_-^^^^

 

Smadonnando mentalmente visto le 9 ore della camminata di ieri, le ginocchia in K.O. tecnico e il fatto che mi ero già convinta che per oggi la salita era “andata”, lo accontento solo facendomi promettere che in cima mi tira fuori la pizza del fornaio.

 

Ovviamente Simone ha sempre ragione e in effetti la vista dal monte Oregone è super, sopratutto sul monte Peralba che da quel punto è veramente impattante.

Insomma dopo una pausa pranzo con vista e qualche foto ricordo è il momento di ripartire.

Ci aspetta la (terribile) discesa.

 




INFO IMPORTANTE:

L’escursione fino al passo dell’Oregone e la cima del monte Oregone è veramente facile e adatta a tutti.

La discesa per chiudere l’anello come abbiamo fatto noi la sconsiglio perchè il sentiero era non segnalato, erba alta, parti scivolose e spesso non vedevi dove mettevi i piedi.

Se siete esperti camminatori non avrete problemi, se siete principianti io fossi in voi eviterei quel pezzo.

 

SI SCENDE!

 

Dovete capire una cosa.

Motivo per cui noi andiamo sempre a fare escursioni da soli.

Spesso decidiamo i giri guardando le cartine Tabacco, guardando il dislivello in generale, la possibilità di tagliare se uno è stanco (tipo IO 😀 ) e decidiamo di farlo.

Tutto qui.

 

A volte capita che vediamo da qualche cima un sentiero nella montagna di fronte e decidiamo di farlo qualche tempo dopo.

Difficilmente ci informiamo sulla situazione di un sentiero o se la salita è tosta oppure no.

 

In questo caso avrei preferito sapere che la discesa  FACEVA COSÌ CAGARE!

Probabilmente avremmo fatto un altro giro!

 




Uno si aspetta che almeno durante la settimana centrale di agosto i sentieri siano “un po’ puliti”.

Non per fare polemica ma credo sia il periodo con maggiore passaggio anche di turisti che fanno escursioni di un giorno oppure la più famosa Traversata Carnica che passa proprio di lì.

 

Bhè per una buona parte della discesa c’era talmente tanta erba e piante sul sentiero che non vedevo minimamente dove mettevo i piedi.

 

Ad ogni modo Giorgino era molto contento di stare all’ombra e potersi distendere nelle pozze ogni 3 per 2 a refrigerarsi il pancino :D.

 

VAIA COLPISCE ANCORA

 

Finita la parte più impegnativa della discesa raggiungiamo la strada sterrata in quello che probabilmente una volta era un bel bosco.

In questa zona la tempesta Vaia ha fatto danni giganteschi e ancora si vedono interi boschi completamente rasi al suolo.

 

Camminiamo tristi in mezzo a questo cimitero di alberi e dopo un po’ ci accorgiamo che purtroppo non ci sono più neanche i segnalini o cartelli CAI.

 

Alla fine decidiamo di tenere sempre la sinistra nei vari incroci che incontriamo, facciamo l’ultima salita (noiosa e infinita) ed eccoci finalmente al rifugio Sorgenti del Piave.

 




END

 

La camminata fino al monte Oregone è molto bella, purtroppo a causa della scarsa manutenzione del sentiero 134 e dei lavori sulla strada sterrata ( CAI 137 sulla tabacco) e la segnaletica quasi inesistente la discesa non è adatta a tutti.

 

Nel complesso a me è piaciuta molto, i panorami sono mozzafiato e la salita è veramente facile e poco faticosa.

Come detto sopra la discesa valutate voi se farla o no, anche in condizioni normali si scende dai 2385 m ai 1562 – che fatica! –  per poi risalire di 250 metri di dislivello fino al rifugio Sorgenti del Piave – per darti la botta di vita finale .


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INFO DELLA CAMMINATA AD ANELLO INTORNO AL MONTE PERALBA:

 

Partenza: Parcheggio prima del rifugio Sorgenti del Piave, risalendo la Val di Sesis da Cima Sappada,UD,  Friuli Venezia Giulia.

Arrivo: Rifugio Calvi, passo Sesis, monte Oregone, Rifugio Sorgenti del Piave

Tempi:  4.30 ore

Sentiero: CAI – CAI – CAI

Difficoltà: media.

Adatta a chi: adulti e ragazzi grandi abituati a camminare.

Consigli: discesa senza segnaletica, fare attenzione.


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