Paluzza: guida di viaggio per amanti delle camminate (e non solo)

Ecco luoghi e trekking da non perdere a Paluzza e dintorni.

 

Paluzza è il centro principale dell’Alta Valle del Bût, che è una delle 7 valli che compongono la Carnia, regione prevalentemente montana in Friuli Venezia Giulia.

 

Se siete amanti delle vacanze attive in questa zona ce n’è davvero per tutti i gusti in ogni stagione.

 

Si possono fare bellissimi trekking e ferrate lungo le incredibili cime delle Alpi Carniche, camminate più semplici adatte a tutta la famiglia a fondovalle o lungo la via romana Julia Augusta.

 

Si possono raggiungere malghe,  rifugi o le famose Pievi Carniche in auto o a piedi, fare  giri in moutain bike attraverso sentieri mozzafiato o divertirsi con la bici da strada lungo alcune delle salite più belle della regione.

Si può fare arrampicata, trail running, equitazione, sci di fondo e da discesa in inverno. Fare delle belle mangiate nelle baite o nei locali tipici della zona o rilassarvi alle Terme di Arta.

 

Noi ogni anno cerchiamo di passare almeno qualche giorno a Paluzza facendo trekking e belle mangiate, e ogni anno ci innamoriamo un po’ di più di questa cittadina immersa tra le montagne.

^^^ La Torre Moscarda ^^^

UN PO’ DI STORIA

 

La prime tracce lasciate da uomini, in Carnia, risalgono a 122.000 anni fa, ma è nel 400 a.C. che inizia ufficialmente la sua storia.

 

I Carni, popolo di stirpe celtica, abbandonato le loro terre, tra il fiume Reno e il Danubio entrarono in Friuli Venezia Giulia dal Passo di Monte Croce Carnico e si stabilirono in Carnia e nella zona pedemontana.

Nel 186 a.C. scesero fino alla pianura Friulana e fondarono Akileja, la nostra Aquileia. 

 

I romani, per arginare l’espansione dei Carni li ricacciarono al nord e fondarono a difesa proprio ad Aquileia un insediamento fortificato.

Nel 115 a.C. i romani sconfissero definitivamente i Carni che si sottomisero all’impero romano ma ottennero di poter popolare la zona delle Prealpi Giulie fino al fiume Livenza.

 

Intanto Aquileia si ingrandì, divenne il centro politico-amministrativo,  principale porto sull’Adriatico e punto di passaggio di alcune delle più importanti strade dell’impero romano come la Via Julia Augusta che portava al Norico (ancora percorribile da Tolmezzo al Passo di Monte Croce Carnico passando appunto per Paluzza e Cleulis), la via Postumia, la via Annia e la via Flavia.

Tra il 58 e il 49 a.C. Giulio Cesare fonda Trieste ( Tergeste), Cividale (Forum Iulii) e Zuglio ( Iulium Carnicum ) che, insieme a tutta la Valle del Bût, diventa sempre più importante per la vicinanza alla Via Julia Augusta.

 

I Carni intanto vengono nuovamente combattuti intorno al 35 a.C e da qui inizia la latinizzazione della loro parlata. 

Fino al 20 a.C la bassa friulana era abitata solo da romani che parlavano latino aquileiese mentre il resto del Friuli era abitato da Celti.

 

Con la latinizzazione dei Celti col tempo si pensa possa essere nato un latino volgare con influenze celtiche che porterà intorno al decimo secolo d.C. alla nascita del Friulano.

 

La Carnia nei secoli fu invasa da Visigoti, Unni, Ostrogoti, Longobardi, Franchi e nel 1077 insieme al Friuli costituisce lo stato Patriarchino Aquileiense, feudo diretto del Sacro Romano Impero.

 

Lungo la Valle del Bût iniziano a sorgere numerosi castellieri a scopo di difesa.

Uno sorse in località Casteons di Paluzza sul colle di San Daniele ed era servito da torri di vedetta, una di queste era la Torre Mostarda ancora esistente.

La seconda torre venne costruita sull’altra sponda del fiume Bût e quella zona ancora oggi è chiamata enfretors, fra le torri.

L’insieme delle fortificazioni venne nominato “Castrum Moscardum” e divenne un importante posto di blocco nel periodo patriarcale.

 

Paluzza sotto il dominio della Serenissima acquisì una certa importanza.

Lungo il fiume Bût nacquero numerosi mulini, segherie e fucine. Il corso del fiume era usato per trasportare grandissime quantità di legname e per far funzionare i vari opifici che sorgevano lungo la roggia, che una volta passava in centro a Paluzza.

 

Ancora oggi è possibile visitare l’antica segheria veneziana “Sié da Fuce” che è stata da poco restaurata e oltre a raccontare la storia dei tempi andati è uno spazio usato per mostre ed eventi.

 

Paluzza è stata, purtroppo, in prima linea durante i conflitti mondiali.

Lo testimoniano i numerosi bunker e casematte ancora esistenti nel colle sotto la Torre Mostarda e  l’ultimo ponte anticarro, in legno, ancora esistente nell’intero triveneto.

 

Ora Paluzza è una bella cittadina orientata al turismo con una passato da raccontare e tantissime cose da poter fare.

 

^^^ All’interno dell’antica segheria veneziana perfettamente restaurata ^^^

^^^ Oggi è uno spazio espositivo e sede per piccoli eventi ^^^

^^^ All’interno potrete vedere perfettamente conservati i banchi da lavoro, i mulini e gli ingranaggi che servivano a far funzionare le seghe e anche la zona usata come abitazione ^^^

DOVE DORMIRE 

 

A Paluzza e dintorni ci sono vari hotel e B&B con camere vista montagna che sono la fine del mondo e con tutti i classici servizi che una struttura alberghiera ti può dare.

 

Se volete visionare tutte le opzioni vi consiglio di cercare “Paluzza” su booking e potrete scegliere la migliore opzione per voi e la vostra famiglia.

 

L’ALBERGO DIFFUSO “LA MARMOTE” DI PALUZZA

 

Il motto dell’albergo diffuso “La Marmote” di Paluzza è “un albergo a forma di paese” e il suo scopo è fornire alloggi di alta qualità e far sentire il turista parte integrante del paese facendolo vivere esperienze “come un local”.

 

Si può prenotare una casa o appartamenti sparsi tra Paluzza e le frazioni, comodamente dal loro sito albergodiffusopaluzza.it e si può scegliere strutture in pieno centro o immerse nella natura.

 

Una volta effettuata la prenotazione basta recarsi alla reception in centro a Paluzza dove, una gentilissima receptionist, vi accompagnerà fino alla vostra casa spiegandovi tutte le cose importanti e consegnandovi una bella borsa piena di sconti per ristoranti, supermercati, negozi e anche per le terme.

 

Noi abbiamo anche trovato la cartina con i 10 trekking più belli della Carnia, la cartina di Paluzza con tutte le camminate a fondovalle facili da fare con tutta la famiglia e tutte le info su negozi, ristoranti, sagre e cose da fare in zona.

 

Nel nostro bellissimo appartamento tutto in legno e sasso abbiamo anche trovato le ciotolone per il nostro cane Giorgino, un tappetino solo per lui, i sacchetti e anche uno snack di benvenuto.

Un albergo veramente pet friendly, l’abbiamo apprezzato tantissimo!

 

A fine vacanza per riconsegnare le chiavi basta passare in reception e lasciarle nella cassetta della posta.

Più pratico di così.

 

^^^ Simone e Giorgino in arrivo alla reception dell’albergo diffuso in centro a Paluzza ^^^

 

IL NOSTRO SOGGIORNO NELLA STRUTTURA “CLEVE” DA NOCENT

Questo è il secondo anno che passiamo qualche giorno a Paluzza e, come la prima volta, ne siamo rimasti incantati.

 

A differenza della scorsa volta – puoi leggere il post QUI – dove abbiamo alloggiato nella frazione di Faas in una struttura di design completamente immersi nella natura, questa volta eravamo in pieno centro a Paluzza a due passi dall’Osteria da Cleve ( birre artigianali super), da bar e ristoranti e dalle numerose camminate di fondovalle.

 

L’appartamento “da Nocent” dove abbiamo alloggiato in origine era uno stavolo, ovvero una tipica costruzione carnica. Ora è stato completamente ristrutturato e ospita due bellissimi appartamenti con travi a vista, pareti in sasso e un arredamento in stile montano con un tocco moderno.

 

La cosa che ho preferito è sicuramente la camera matrimoniale con questo letto enorme montato sopra una cassettiera in legno chiaro e per salirci bisognava usare i gradini.

 

La testata del letto in sasso era incantevole e dalla camera si poteva accedere al grazioso balconcino con la vista sul monte Zoncolan.

 

La cucina era composta anche da lavastoviglie, frigo e forno a microonde mentre nel bagno oltre a una doccia fantastica a pioggia avevamo anche la lavatrice.

Fantastico!

 

La cameretta a noi non serviva ma era composta da lettino, culla e fasciatoio.

Insomma niente è lasciato al caso.

 

^^^ Anche Giorgino ha apprezzato il lettone imperiale ^^^

^^^ Simone e Giorgino emozionati nel scoprire il loro appartamento “diffuso” per il weekend ^^^

^^^ Selfie di inizio vacanze 😀 ^^^

^^^ La bellissima camera matrimoniale ^^^

^^^ La cucina con il tappetino per Giorgi sempre fornito dall’albergo diffuso ” La Marmote” ^^^

 

^^^ E chi lo sposta più da qua?! ^^^

^^^ Le chiavi vengono direttamente consegnate nella buca delle lettere, pratico e veloce quando si deve ripartire ^^^

PRODOTTI LOCALI

 

NEGOZIO DI CERAMICHE LAZZARA DI SARA DELLI ZOTTI

Via Roma 61, 33026 Paluzza UD

Tel. 0433 775460 – Mail. info@ceramichelazzara.it 

Sito web 

 

Ester Lazzara apre il proprio laboratorio di ceramica 40 anni fa nel centro di Paluzza, cinque anni fa ha passato il testimone a sua nipote Sara Delli Zotti, anche lei artista della ceramica e delle decorazioni handmade.

 

Ancora giovanissima Sara ha iniziato a frequentare il negozio della zia appassionandosi al suo lavoro e iniziando a fare a sua volta piccole creazioni da regalare alla mamma.

Col tempo è diventata un’artista eccezionale fino a rilevare la bottega con laboratorio e  iniziare a produrre le sue creazioni.

 

Gli oggetti creati da Sara sono tutti dipinti a mano e decorati con motivi floreali ispirati alla natura e ai fiori tipici della Carnia.

Nella bottega si possono trovare vasi, abat-jour, decori da appendere in casa, piatti e anche numeri civici.

 

Noi abbiamo deciso di farci realizzare il numero civico. 

Prima abbiamo scelto il fiore che preferivamo ed è stata davvero dura perchè erano tutti bellissimi, poi abbiamo scelto la forma e se volevamo la targa opaca o lucente ( altra mezz’ora per decidere), alla fine le abbiamo detto i nostri cognomi, il numero e potete scoprire qui sotto com’è venuto.

 

Bellissimo!!!

Non vediamo l’ora di appenderlo.

 

Durante la visita abbiamo potuto vedere Sara dipingere e raccontarci tante cose interessanti del suo lavoro da artista della ceramica, abbiamo scoperto che le ceramiche prima si dipingono e poi si cuociono, che in Carnia come pegno d’amore in passato era usato il “Gugjet” un cuore d’ottone o rame che inizialmente venne creato da un marito premuroso per appoggiare il ferro da calza meno usato mentre camminavano nei boschi e poi divenne un segno d’amore da donare alla futura sposa.

 

Nel negozio di Sara si possono trovare “Gugjet” da appendere al muro in ceramica, in varie misure e con diverse decorazioni floreali.

 

Un’altra cosa che ho adorato sono delle creazioni da appendere al muro formate da tavole recuperate da stavoli e case tipiche della zona con applicate le rappresentazioni di varie case realmente esistenti in Carnia, dipinte a mano con la ceramica “tirata al mattarello”.

 

Tutte queste sono creazioni uniche che saltano all’occhio appena si entra in negozio.

Così come i piatti artistici “Carnia 700” dipinti con una tecnica molto particolare con colorazioni che si ispirano alle ceramiche che si realizzavano a Cella del XVI secolo. 

 

Sono talmente incantevoli che da qualche tempo Sara ha stretto varie collaborazioni con chef stellati per la creazione di questi piatti per i loro ristoranti. 

 

^^^ Spesso si entra in negozio e si può vedere Sara alle prese con la decorazione ^^^

^^^ Lungo una parete ci sono tutte le decorazioni tra le quali scegliere ispirate ai fiori di montagna ^^^

^^^ Questo è il numero civico che io e Simone ci siamo fatti fare… non è bellissimo??? ^^^

^^^ Vasi e piatti della collezione “Carnia 700” Stupendi! ^^^

^^^ Il Gugjet, pegno d’amore tipico della Carnia ^^^

^^^ Ci sono anche i Gugjet sui canovacci e tovaglie ^^^

CAMMINATE PER TUTTA LA FAMIGLIA A PALUZZA

 

Ma quante belle camminate per tutta la famiglia ci sono a Paluzza e dintorni?

 

Iniziamo col dire che se alloggiate all’albergo diffuso “La Marmote” avrete in omaggio anche la cartina che vedete qui sotto con i 4 percorsi da fare a piedi a fondovalle e le 2 ciclabili, adatti veramente a tutti. 

 

Le camminate a fondovalle sono:

  1. Dal centro di Paluzza lungo la strada Romana Julia Augusta fino alla zona conosciuta come “Ramazâs” e al paesino di Cleulis in appena 2 ore – leggi tutto il post di questa camminata QUI -.
  2. La camminata bella e rinfrescante “Zardin da Siôrs” dove vi immergerete nel bosco vicino all’abitato del borgo Cente.
  3. La Camminata del “Sentiero storico” vi farà scoprire il quartiere più antico di Paluzza e luogo dove è stata fondata la città passando anche per la medievale “Torre Moscarda”.
  4. A Timau invece potrete fare la camminata lungo il “Sentiero della grande guerra” fino al tempio Ossario.

 

 

 

^^^ Simone e Giorgino pronti a partire per la facile camminata lungo la via Julia Augusta – tutto il post QUI – 

^^^ L’arrivo a Cleulis dopo il tratto di via Julia Augusta e dietro di me la bellissima Creta di Timau ^^^

^^^ Simone in zona “Ramazâs” dove c’è una chiesetta veramente incantevole ^^^

^^^ La vista dalla Torre Moscarda ^^^

 

DOVE MANGIARE

 

RISTORANTE PIZZERIA LA TORATE | PALUZZA

 

Durante il nostro weekend siamo stati invitati al ristorante “La Torate”, ci siamo trovati così bene la prima sera che ci siamo tornati anche il giorno dopo portando anche i nostri amici che ci hanno raggiunti da Udine.

 

Specializzato in piatti tipici, costate e carne alla griglia ( la griglia è nella sala ristorante quindi potrete vedere le bisteccone cuocere sotto i vostri occhi), il ristorante pizzeria “La Torate” fa anche ottime pizze. 

 

Noi abbiamo potuto testarlo visto che non eravamo riusciti ad andare a fare la spesa per il trekking di domenica e ci siamo fatti fare due pizze da mangiare in cima al monte Tersadia. 

La pizza era ottima e la vista ancora di più. 

 

Durante la prima sera abbiamo cenato con piatti tipici della zona.

Abbiamo iniziato con formaggio di malga e salame di cinghiale.

Yumm!

 

Poi io ho mangiato i Cjarsons, sia dolci che salati e non so decidermi quali mi piacevano di più.

Simone ha preso un piattone di tagliatelle al cervo e poi frico con polenta, spezzatino di cervo e vuoi non assaggiare il tiramisù della casa?!

 

Ok, è vero. 

Abbiamo decisamente mangiato troppo, ma veramente di gusto!

 

Il giorno dopo, quando ci sono venuti a trovare i nostri amici, io ho ripreso i cjarsons perchè ragazzi, erano troppo buoni!

Gli altri si sono dilettati in costate da kilo mentre Simone aveva sentito parlare per due giorni da tutto il paese delle “famose costolette piccanti della Torate” e vuoi non assaggiarle!?

 

Oltre all’ottimo cibo bisogna dire che i titolari e lo staff sono fantastici, alla mano e  gentilissimi. 

Sono quelle persone che ti fanno sentire subito a tuo agio e quando esci dal ristorante hai la sensazione di essere un loro cliente da una vita.

Posticino consigliassimo!

 

^^^ I miei formaggi e la ricottina, buonissimi! ^^^

^^^ Cin-cin a noi e al nostro weekend speciale ^^^

^^^ Cjarsons dolci e cjarson salati, stra-stra-buoni! ^^^

^^^ Un cane che aspetta la sua parte di tagliatelle 😀 ^^^

^^^ Giorgino con la sua faccia “sono anni che non mangio” ^^^

^^^ Io e una piiicccola porzione di frico 😀 ^^^

^^^ La costata sulla griglia ^^^

^^^ Anche le patatine e le salsine sono buonissime ^^^

^^^ Tiramisu fatto in casa, lasciatevi un buchino nello stomaco ^^^

^^^ Grappa “casato dei capitani” prodotta nell’ultima distilleria di Cabia esistente, sempre in Carnia ^^^

^^^ La mia buonissima pizza alle verdure del ristorante “la torate” mangiata sulla cima del monte Tersadia – tutto il trekking lo puoi leggere qui – e il monte che spunta dietro la pizza è il Sernio ^^^

^^^ Giorgino che aspetta la pizza al prosciutto 😀 ^^^

^^^ Boonaaa!!! ^^^

 

OSTARIE DA CLEVE | PALUZZA

 

Se vuoi vivere un esperienza come un locale allora devi andare a bere qualcosa dove vanno i locali.

L’osteria da Cleve è un localino molto carino con birre artigianali spettacolari e un ottima selezione di vini. 

 

Aperto fino a tardi è il posto giusto per bere qualcosa prima e dopo cena.

Noi abbiamo timbrato il cartellino al bancone ogni sera mentre Giorgino si prendeva le coccole da tutti gli avventori del bar (quando non si addormentava nel mezzo e le persone dovevano saltarlo per riuscire a passare  -_-” ). 

 

 

AVVENTURE IN MALGA PER TUTTA LA FAMIGLIA

 

MALGA LAVAREIT

 

Malga Lavareit si trova a 1470 metri sul fianco settentrionale del Monte Terzo e dalla sua terrazza potrete vedere un panorama mozzafiato.

 

Io e Simone siamo stati qui con le ciaspole questo inverno ed è stato bellissimo – puoi dare un occhiata al post QUI – e poi sono tornata poco tempo fa a pranzo con mia mamma raggiungendo la malga direttamente in auto.

 

Dal terrazzo panoramico mentre mangiavamo un buonissimo piatto di gnocchi con ricotta affumicata di loro produzione, i cjarson dolci e un frico delizioso ci siamo godute la vista incredibile sul gruppo del Coglians, sul Pal Piccolo, sulle cime erbose del monte Floriz, il rifugio Marinelli, la Creta di Timau e oltre.

A malga Lavareit è possibile pernottare anche con cani. 

 

Nel laboratorio della malga producono ricotte, ricotte affumicate e formaggi e potete acquistarli in loco. 

Se volete fare una camminata con i vostri bambini potete raggiungere la malga in auto e fare la semplice camminata lungo la strada sterrata che continua oltre la malga oppure, che secondo me è l’opzione migliore, potete lasciare l’auto quando incontrate le prime statue di legno (quella con il formaggio e il gufo) e fare la camminata fino alla malga. 

 

Se avete bambini piccoli potete lasciare l’auto quando trovate il cartello di divieto di accesso, da lì manca pochissimo per raggiungere la malga.

 

^^^ Malga lavareit dall’alto ^^^

^^^ L’ingresso alla malga ^^^

^^^ La terrazza dove pranzare ^^^

^^^ Intorno alla malga si possono vedere tante belle mucche pascolare pacificamente ^^^

^^^ I cjarsons, erano veramente buoni! ^^^

^^^ I gnocchi fatti in casa con ricotta affumicata di loro produzione. ^^^

^^^ In esplorazione ^^^

^^^ Le caprette nei prati intorno a malga Lavareit ^^^

^^^ Una delle viste da malga Lavareit ^^^

 

MALGA PRAMOSIO

 

Malga Pramosio è probabilmente una delle malghe raggiungibili in auto più famose del Friuli Venezia Giulia e si trova sopra Cleulis nel comune di Paluzza.

 

Situata a 1521 m l’agriturismo malga Pramosio è molto conosciuta per l’ottimo formaggio, la location mozzafiato e di facile accesso e le prelibatezze che si possono mangiare a pranzo e a cena.

 

A malga Pramosio è anche possibile pernottare e partendo da lì si possono fare tantissime camminate, dalle più facili e adatte a tutta la famiglia a giri mozzafiato più impegnativi.

 

Camminate per famiglie da Malga Pramosio:

Il giro più conosciuto che si fa insieme ai bambini partendo da malga Pramosio è verso il lago Avostanis che si trova sotto Cima Avostanis.

 

In 2 ore di salita lungo una strada in parte asfaltata, in parte sterrata, si raggiunge il bellissimo lago Avostanis di origine glaciale che si trova in una bella conca erbosa con alle spalle la bellissima parete strapiombante della palestra di roccia.

 

Intorno al lago ci sono panche e tavoli per pranzare ma portatevi comunque un telo in caso siano tutti occupati.

Se ve la sentite potete salire fino a Cima Avostanis che è proprio lì sopra.

 

^^^ Malga Pramosio ^^^

^^^ A malga pramosio le mucche hanno le macchie a cuore ^^^

^^^ Con una camminata in salita di 2 ore potete raggiungere Lago Avostanis ^^^

^^^ Incantevole ^^^

^^^ Per scendere si sta un ora e un quarto ^^^

 

I TREKKING PIÙ BELLI A PALUZZA E DINTORNI:

 

  1. Da Passo di Monte Croce Carnico al rifugio Marinelli. Si lascia l’auto al Passo di Monte Croce Carnico e si segue il Cai 146 e in due ore e mezza superando anche una scaletta molto facile, si raggiunge il rifugio Marinelli. Da qui si può scegliere di allungare il giro passando per il monte Floriz. Ecco i link ai post di questa camminata, noi abbiamo anche dormito al rifugio con Giorgino. Andata al rifugio Marinelli, notte al Marinelli, monte Floriz e ritorno.
  2. Anello della Creta di Timau. Con 1400 metri di dislivello, 12 km e 7 ore e mezza di camminata questa è un’escursione per gli amanti delle camminate lunghe. Si parte dal centro di Timau e lungo il CAI 402 si passa Casera Pal Grande, Casera Pal Grande di Sopra, Cima Avostanis, il lago Avostanis, Malga Pramosio e poi giù di nuovo in centro finendo la camminata lungo il durissimo sentiero dei pastori. Questa è una delle camminate più belle e comiche che abbiamo fatto. Perché?! Andate a leggere il post 😀 QUI 
  3. Monte Tersadia. Una bellissima camminata lunga ma non troppo faticosa di 5 ore (3 salita – 2 discesa) lungo il CAI 409. Ho trovato questa camminata bellissima perchè si sale in maniera graduale durante tutte le 3 ore di camminata in salita. Inizialmente il sentiero si snoda in un bel bosco per poi raggiungere la cima e il panorama a 360 gradi è qualcosa di pazzesco. Tutto il post lo trovate QUI. 
  4. Anello del Lago Dimon da Castel Valdajer. Una bella camminata panoramica di 6 ore e mezza che parte da Castel Valdaier e raggiunge con il CAI 406 il Monte Dimon, il lago Dimon e il monte Paularo per poi rientrare lungo il CAI 404 toccando anche la cima del monte Neddis.
  5. Anello del monte Cucco da Rivo di Paluzza. Un bel trekking lungo che parte da Rivo di Paluzza e lungo una carrareccia usata anche dai ciclisti raggiunge l’inizio dell’anello che lungo il CAI 408, 409 e 408a permette di fare tutto l’anello intorno ai Lander.
  6. Anello del Pal Piccolo dal Passo di Monte Croce Carnico. Con soli 500 metri di dislivello questo è un trekking assolutamente da fare. Bellissimo per i panorami mozzafiato e anche molto interessante dal punto di vista storico. Questo infatti era un punto strategico durante le guerre e ancora oggi si incontrano postazioni militari e opere belliche.

^^^ Anello della Creta di Timau ^^^

^^^ Da Malga Lavareit ^^^

^^^ Andando verso la cima del Monte Tersadia ^^^

^^^ La cima del monte Tersadia ^^^

^^^ Dal rifugio Marinelli ^^^

^^^ Dal monte Floriz ^^^

^^^ Dal rifugio Marinelli al Monte Floriz ^^^

 

 

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