Bellissima camminata adatta a tutti da Zuglio alla Pieve di S. Pietro e poi pranzo al ristorante “La Polse”

Una facile camminata anche per famiglie in Carnia che raggiunge prima l’incantevole Pieve di San Pietro e poi l’ottimo ristorante “la Polse”.

 

^^^ Partiamo dal centro di Zuglio e la giornata promette tanta pioggia ma anche un ottimo pranzetto in cima ^^^

^^^ Prima passiamo a vedere il foro romano dell’antica Iulium Carnicum ^^^

^^^ Qui si trovava la piazza, la basilica e le terme ^^^

^^^ – ATTENZIONE A QUESTA FOTO SI PARTE DA QUI IN VIA REGOLO DAVANTI AL CIVICO NUMERO 6 ^^^

^^^ Si passa di fianco a questa cappelletta e troverete il sentiero ^^^

^^^ Il sentiero è molto bello e si snoda nel bosco ^^^

^^^ Selfie di famiglia ^^^

^^^ Grazie friulpoint per questa bellissima maglietta  ^^^

^^^ Il sentiero sbuca sulla strada che porta a Sezza, noi troviamo un altro pezzo di sentiero prima di iniziare la curva ^^^

^^^ Fiori lungo la strada ^^^

^^^ Noi dobbiamo arrivare lì ^^^

^^^ La pieve di S. Pietro in alto e sotto la chiesetta di Santa Maria in Monte ^^^

^^^ Dopo 45 minuti abbiamo raggiunto il paesino di Sezza ^^^

^^^ Facciamo un giretto nel centro di Sezza e andiamo verso la chiesa del paese ^^^

^^^ Dietro la chiesa di S. Giacomo Maggiore troviamo il primo segnalino CAI ^^^

^^^ E lungo la stradina asfaltata troviamo il cartello per il CAI 162 ^^^

^^^ Ha iniziato a piovere uffa! ^^^

^^^ Lungo il sentiero troviamo vari gigli rossi. Incantevoli ^^^

^^^ Giacca da pioggia e cappellino, sono pronta al diluvio! ^^^

^^^ Dal paesino di Sezza scendiamo fino al ponte romano, superiamo il rio Bueda e affrontiamo l’ultima salita ^^^

^^^ Il sentiero in salita ^^^

^^^ Abbiamo raggiunto la chiesa di Santa Maria in Monte e vi posso assicurare che la vista è mozzafiato! ^^^

^^^ La chiesa di Santa Maria in Monte ^^^

^^^ Il prato in lontananza “davanti” alla chiesa è il prato dove avevo scattato la foto dove si vedono le due chiese (vedi sopra) ^^^

^^^ La valle del But dietro alla chiesa di Santa Maria in Monte ^^^

^^^ Ora saliamo verso la Pieve di S. Pietro ^^^

^^^ La bellissima pieve di San Pietro in Carnia ^^^

^^^ Ora che siamo arrivati in cima è il momento di andare a mangiare!!! ^^^

^^^ A due passi dalla pieve di S. Pietro si trova la fondazione “La polse di Cougnes” e il ristorante “La Polse di Matteo e Chiara” ^^^

^^^ Peccato che oggi piove perchè ci sono tantissimi tavoli all’aperto ^^^

^^^ Ecco l’orto botanico con oltre 1200 piante. E’ tutto gestito da volontari ^^^

^^^ Mentre aspettiamo il pranzo mi mangio questa focaccia che dire deliziosa è poco e rido perchè questo “pane” è troppo Simone nei giorni no! hahahahahah ^^^

^^^ Io ho preso i cjarsons alle erbe che erano buonissimi ^^^

^^^ E Simone un’ottima zuppa alle verdure ^^^

^^^ Evviva il frico sempre (e se è accompagnato dal vino meglio) ^^^

^^^ E Simone per far contento Giorgino ha preso lo stinco ^^^

^^^ Mmmmmm che buone!!! ^^^

^^^ Con il conto ci sono arrivati anche in omaggio i biscottini! Che bello!!! ^^^

^^^ Vuoi non assaggiare le grappe del luogo? ^^^

^^^ Dopo aver passato 3 ore a pranzo dobbiamo andare… peccato perchè sta letteralmente diluviando ^^^

^^^ Per scendere seguiamo il “Troi di Zui” che in meno di un ora ci ha portato fino in centro a Zuglio ^^^

^^^ Si scende veramente velocemente lungo questo sentiero, raggiungiamo Zuglio in meno di un ora ^^^

^^^ Ci siamo dimenticati che dovevamo attraversare un torrente che, grazie alla pioggia di questi giorni, è diventato un vero e proprio fiume^^^

^^^ Piuttosto che fare un pezzo in salita ci siamo immersi fino a metà polpacci. L’unico contento era Giorgino! ^^^

^^^ Siamo arrivati alla macchina sani e salvi (ma un po’ lavati) ^^^

 

 

Come rendere perfetta una domenica estiva di pioggia?

Semplice, con una breve camminata e un’ottimo pranzetto in cima!

 

INTRO

 

E’ domenica e sta piovendo letteralmente da una settimana.

 

Ci svegliamo con calma, mettiamo su la moka e cerchiamo di comprendere le nuvole che stagnano in cielo.

Al mare si vede palesemente che splende il s0le, sopra la nostra testa sole misto nuvole e verso la montagna nuvole misto pioggia.

Che culo fortuna!

 

Decidiamo di avventurarci lo stesso verso la Carnia e a me viene in mente la meta ideale: camminata corta, ottimo ristorante in cima, discesa altrettanto corta.

Abbiamo deciso, si va a Zuglio!

 

Carichiamo in auto asciugamani, il cambio integrale per entrambi, le nostre giacche per la pioggia e, cosa più importante, Giorgino, e partiamo.

 

ZUGLIO E IL FORO ROMANO

 

Parcheggiamo in centro a Zuglio e ci dirigiamo prima di tutto a visitare il Foro Romano dell’antica Iulium Carnicum.

 

Dovete sapere che il territorio controllato da Zuglio in età romana era particolarmente ampio e di grande importanza strategica.

Qui infatti passava l’importante Via Iulia Augusta che permetteva il superamento delle Alpi attraverso il passo di Monte Croce Carnico e permetteva il transito e lo scambio di merci tra il Norico ( più o meno come veniva chiamata l’Austria) e la pianura.

 

Il centro di Iulium Carnicum era formato da una piazza chiusa lastricata di forma rettangolare dove si trovavano le terme, la piazza principale e il tempio.

Alla fine del IV secolo iniziò da qui la cristianizzazione della popolazione che viveva nelle aree alpine e Zuglio divenne sede vescovile.

 

La pieve di San Pietro è la più antica ed è considerata la chiesa madre delle 11 pievi presenti in Carnia. L’edificio com’è oggi risale al 1312 e venne costruito sui resti di una precedente basilica eretta probabilmente già intorno al ‘500.

 

SI PARTE!

 

Visitato il foro ci dirigiamo verso via A. Regolo e davanti al numero 6 troviamo una scalinata che ci porta all’attacco del sentiero.

 

Il tempo sembra tenere e speriamo lo faccia anche per la prossima ora e mezza di camminata in modo da arrivare al ristorante asciutti e contenti.

Il sentiero è veramente una bellezza, immersi tra gli alberi saliamo veloci fino a ritrovarci in un grande prato dove la vista ci lascia senza fiato.

 

Davanti a noi la colossale Pieve di S. Pietro si staglia maestosa circondata da nuvole cariche di pioggia, sulla nostra destra la valle del But e sopra il paesino di Cabia che fa capolino tra i banchi di nebbia.

Nell’aria la musica di un coro e di un organo risuonano dappertutto rendendo l’atmosfera surreale.

 

Raggiungiamo la strada asfaltata e dopo appena 45 minuti raggiungiamo il centro di Sezza.

 

Dopo aver gironzolato un po’ per questo caratteristico paesino, riprendiamo la camminata dietro la chiesa di San Giacomo Maggiore, prima lungo la stradina asfaltata e poi seguendo il CAI 162.

 

PIOVE

 

Ci mancano ancora 40 minuti di camminata prima di arrivare alla Pieve e inizia a piovere.

Meno male mi sono portata dietro la mia rain jacket della Montura che è una bomba e mi sono messa le Salomon in goretex ai piedi. Almeno non arriverò a pranzo completamente lavata.

 

Facciamo la discesa fino al ponte romano (che ovviamente romano non è, ma lo chiamano tutti così) a passo spedito e poi sù fino alla chiesa di Santa Maria in Monte che si trova sotto alla Pieve.

La vista già da qui è incredibile soprattutto oggi con tutte queste nuvole basse all’orizzonte.

 

Saliamo di corsa verso la pieve di S. Pietro e la pioggia inizia a scendere copiosa.

Facciamo un giro veloce soffermandoci sul panorama mozzafiato e sulla numerose tombe sparse un po’ dappertutto.

 

Successivamente, la titolare del locale ci ha spiegato che una volta tutti i morti venivano sepolti alla Pieve e le bare erano trasportate a mano lungo il sentiero che abbiamo fatto oggi.

La zona sottostante la Pieve infatti si chiama “Polse di Cougnes” da “polsà” ovvero riposare. Era l’ultimo punto in cui i portantini si potevano fermare per riposare prima della salita finale fino alla Pieve.

 

“LA POLSE DI COUGNES” DI ZUGLIO

 

In appena 5 minuti facciamo la strada che separa la Pieve di S. Pietro al centro “Polse di Cougnes” dove sorge anche il ristorante in cui abbiamo prenotato.

La Polse di Cougnes è un centro multifunzionale ed è formato da varie attività tutte gestite da volontari.

 

C’è un bellissimo orto botanico chiamato “il giardino dei semplici” che comprende 1200 piante con adiacente un laboratorio botanico-artistico dove si possono anche scoprire gli erbari.

C’è un’osservatorio astronomico dove, durante le serate organizzate dai volontari, potrete scoprire stelle e pianeti.

Ci sono associazioni musicali, artistiche a anche l’Associazione Scampanotadôrs Furlans “Gino Ermacora” per diffondere e non dimenticare l’arte dello scampanio.

 

Noi ci siamo diretti al delizioso ristorante “La Polse” da Matteo e Chiara che dispone anche di 9 camere al piano di sopra e visto la quantità di pioggia che sta venendo giù adesso ammetto che ci stiamo facendo un pensierino..

 

IL RISTORANTE “LA POLSE” DA MATTEO E CHIARA

 

Prima di entrate nel ristorantino togliamo le nostre belle rain jacket e indossiamo delle maglie asciutte. Il tempo di renderci presentabili e Chiara, la titolare, ci viene ad accogliere sulla porta.

All’interno meno di una decina di tavoli sistemati intorno ad una stufa accesa.

Che bene che si sta qui dentro!

 

Fuori imperversa il temporale così senza neanche un dubbio ordiniamo primo, secondo, dolce, caffè e grappe.

Prevediamo una lunga permanenza 😀

 

Come primo ci smezziamo cjarsons alle erbe – DE LI ZIO SI – e una zuppa di legumi e verdure.

Simone come secondo prende lo stinco con le patate mentre io un super frico di patate con la polenta.

Esageriamo e prendiamo anche due ottime fette di crostata.

 

Il meteo non accenna a migliorare. Stupidamente appena seduti a tavola avevamo esordito con “non può piovere così forte a lungo”, non è vero, in Friuli può benissimo e rimaniamo positivi bevendo caffè e ordinando grappe della casa e della storica Distilleria “Casato dei Capitani” che si trova a Cabia (il paesino che vedevamo dall’altra parte della valle andando verso Sezza).

 

Giorgino intanto ha dormito come un ghiro tutto il tempo, il tavolo vicino al nostro chiede se può dargli una bistecchina che avevano avanzato. Neanche il tempo di guardare sotto il tavolo e Giorgi aveva già capito tutto.

Finito di sbaffare la bistecca decidiamo di partire.

 

Ringraziamo Matteo e Chiara per averci consigliato questa bella camminata scrivendomi su instagram ma sopratutto per il pranzo delizioso e ci avviamo fuori nuovamente imbacuccati nelle nostre giacche da pioggia.

 

LA DISCESA

 

Ritorniamo alla pieve e seguiamo il “Troi di Zui” che è un pratico sentiero semplice che ci permette di “tagliare” le curve della strada.

 

In meno di un ora siamo giù ma c’è un problema..dobbiamo attraversare il greto del Rio Bueda che con queste piogge è diventato un  fiume a tutti gli effetti.

Immergermi fino ai polpacci durante una giornata di diluvio universale non era nei miei piani ma, piuttosto di rifare il sentiero in salita per ritornare alla strada asfaltata e usare il ponte per attraversare, entro in acqua anche fino alla vita.

 

Giorgino, figuriamoci, è contento come una pasqua di poter sguazzare in acqua, noi un po’ meno ma in 5 minuti raggiungiamo la macchina e il cambio.

Dopo aver dato spettacolo nel parcheggio 😀 ritorniamo a casa belli contenti per la un’altra bellissima avventura nel mio Friuli Venezia Giulia.

 

END

 

Siamo stati veramente contenti a fine giornata di non aver sprecato tutta una domenica in attesa della pioggia.

 

Il sentiero è talmente facile che è adatto a tutti ma ovviamente se avete bambini consiglio di farlo durante belle giornate perchè potrebbe essere scivoloso e pericoloso.

 

Se non ve la sentite di attraversare il greto del fiume e bagnarvi le scarpe ricordatevi di fare l’ultimo pezzo di discesa sulla strada asfaltata in modo da attraversare sul comodo ponte usato anche dalle auto.

 

Nel complesso ci abbiamo messo 1 ora e mezza a salire alla pieve e 50 minuti a scendere (ore passate al ristorante non calcolabili 😀 ).

 


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INFO DELLA CAMMINATA AD ANELLO DA ZUGLIO ALLA PIEVE DI S. PIETRO IN CARNIA:

 

Partenza: Zuglio, UD, Friuli Venezia Giulia.

Arrivo: Sezza, Pieve di S. Pietro, ristorante La Polse

Tempi: 2,30 h

Sentiero: prendere il sentiero che parte dalla scalinata davanti alla casa di via Regolo n.6 a Zuglio – seguire la strada asfaltata per Sezza – strada asfaltata dietro alla chiesa di Sezza – CAI 162 fino alla Pieve di S. Pietro e discesa lungo il Troi di Zui (che si prende davanti alla Pieve) fino a Zuglio

Difficoltà: facile.

Adatta a chi: tutti

Consigli: se volete evitare il greto del Rio Bueda finale ricordatevi di fare l’ultimo pezzo di discesa lungo la strada asfaltata.

Sito web: ristorante La Polse, fondazione La Polse di Cougnes 


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