CAMMINATA + CIASPOLATA AL MONTE NEDDIS SOPRA LIGOSULLO

Camminata + ciaspolata facile da Castel Valdajer in località Ligosullo fino alla cima del monte Neddis a 1990 metri immersi nelle bellissime Alpi Carniche.

 

^^^ Parcheggiamo a Castel Valdajer a Ligosullo e seguiamo a piedi le indicazioni per Malga Valdajer ^^^

^^^ Prendiamo subito il sentiero CAI 404 che si stacca sulla sinistra e iniziamo la camminata ^^^

^^^ Finalmente troviamo la neve, un po’ a sprazzi quindi usiamo gli scarponi per metà dell’escursione (abbiamo anche i ramponi nello zaino oltre alle ciaspole)^^^

^^^ Passiamo di fianco a Malga Valdajer ^^^

^^^ Proseguiamo ancora lungo il sentiero CAI visto che di neve ce n’è veramente poca ^^^

^^^ Io e Giorgino in un momento di coccole 😀 ^^^

^^^ Già da qui la vista inizia ad essere stupenda! ^^^

^^^ Raggiungiamo un muretto e una piccola costruzione di legno, probabilmente faceva parte del vecchio impianto di risalita. Esatto avete capito bene, quì c’era una pista da sci!^^^

^^^ Abbiamo trovato la neve fresca!! (notare la felicità di Giorgino 😀 ) ^^^

^^^ Si indossa le ciaspole! ^^^

 

^^^ Continuiamo la salita non più lungo il sentiero CAI ma puntando dritto alla cima del Val di Legnan ^^^

^^^ Alla nostra destra possiamo ammirare Malga Zermula e il monte Zermula ^^^

^^^ Ma che bello quassù’!! ^^^

^^^ Eccomi sul Val di Legnan a 1709 metri  e intorno a noi possiamo godere già di un panorama incantevole ^^^

AMI LE CIASPOLATE?

POTREBBE PIACERTI ANCHE LA CIASPOLATA CHE HO FATTO FINO AL RIFUGIO NORDIO, SELLA BISTRIZZA, MADONNA DELLE NEVI, MALGA ACOMIZZA.  

 

^^^ Momento panino che ci darà la carica per l’ultima salita ^^^

^^^ Non siamo gli unici ad aver fame 😀 ^^^

^^^ Si riparte ^^^

^^^ Invece di seguire il sentiero CAI abbiamo puntato subito alla cima evitando di tagliare il pendio. Guardate da dove siamo partiti ^^^

^^^ Quassù la neve è un po’ ghiacciata, abbiamo anche i ramponi nello zaino ma si saliva comodamente anche con le ciaspole e abbiamo deciso di tenere ai piedi queste ultime ^^^

^^^ Dopo 2 orette finalmente in cima! ^^^

^^^ Ritratto di famiglia con un Giorgino sempre in mezzo ahah ^^^

^^^ A 360 gradi una vista pazzesca dalla cima del monte Neddis. Qui davanti a noi al centro il monte Paularo mentre sullo sfondo il monte Coglians, Creta di Collina e la Creta di Timau ^^^

^^^ Notare Giorgino che lecca la neve 😀 ^^^

^^^ Tira vento in cima al monte Neddis ^^^

^^^ La risposta a tutti quelli che mi chiedono se Giorgino soffre il freddo. Decisamente no! ^^^

^^^ Notare la bellezza della luna proprio sopra il Gerlitzen ^^^

^^^ Simone e davanti a lui lo Zuckerhutl, la Creta di Aip e la luna ^^^

^^^ Si scende! ^^^

^^^ Ed ecco anche l’inconfondibile monte Sernio davanti a noi ^^^

^^^ Prima eravamo lassu’! ^^^

^^^ Iniziano le zolle di terra quindi togliamo le ciaspole e proseguiamo a piedi ^^^

^^^ Passiamo questa volta vicino a Malga Valdajer ma purtroppo è chiusa ^^^

^^^ Scendiamo lungo la strada fino a ritornare alla macchina ^^^

^^^ Rieccoci al Castello e alla macchina ^^^

^^^ Pausa in centro a Paluzza prima di rientrare a casa ^^^

 

INTRO

 

Sempre alla ricerca di neve per sfruttare almeno un po’ le nostre ciaspole, per questa domenica di Gennaio io e Simone abbiamo deciso di fare un giro sopra Ligosullo, lungo una classica dell’escursionismo invernale in Friuli Venezia Giulia.

 

L’escursione verso il  monte Neddis è molto conosciuta tra gli amanti delle escursioni invernali e sci alpinisti, purtroppo visto l’assenza di neve abbiamo incontrato solo due temerari dove negli ultimi tratti sciavano letteralmente sull’erba.

Come per OGNI ESCURSIONE INVERNALE ci siamo portati dietro i ramponcini, il piumino comprimibile e la cartina tabacco.

 

SI PARTE DA CASTEL VALDAJER

 

Partiamo da casa abbastanza con calma in modo da fare l’escursione verso le ore più calde della giornata.

 

Raggiunto Ligosullo, che se non lo sapete era il comune più piccolo del Friuli Venezia Giulia prima di accorparsi a Treppo Carnico, ci fermiamo alla Trattoria Le Falene che funge anche da bar e beviamo un ottimo cappuccino. 

Il locale è talmente carino che ci passa addirittura l’idea di mandare a quel paese la ciaspolata e piazzarci qui fino a pranzo 😀 ma poi la ragione ha avuto la meglio e ci siamo diretti verso castello Valdajer.

 

LA STORIA DI CASTEL VALDAJER

 

Castel Valdajer è stato costruito nel 1460 dal colonnello Von Kreig, comandante del forte di Osoppo e Sutrio nella guerra tra Austria e Repubblica di Venezia. Nel 1838 venne ricostruito in stile neogotico tedesco e nel 1880 ulteriormente ampliato e usato come casa vacanze dagli eredi e dai loro amici nobili.

Venne abbandonato nel 1915 dai conti Craigher a causa della Prima Guerra Mondiale e nel 1917 venne incendiato dalle truppe in ritirata. Venne ristrutturato con i finanziamenti per i danni di guerra e successivamente nel 1972 venne acquistato dal nobile Orgnani che lo trasformò in castello-albergo. Oggi purtroppo è chiuso da più di 15 anni.

 

SI PARTE!

 

Parcheggiamo nel parcheggio del castello, fissiamo le ciaspole agli zaini e seguiamo a piedi le indicazioni verso Malga Valdajer.

 

Dopo il primo tratto di asfalto troviamo subito il cartello che ci indica il sentiero CAI 404 e lo prendiamo. 

Sganciamo Giorgino che inizia subito a correre su e giù lungo il sentiero, tutto felice ed eccitato per questa nuova avventura.

 

In appena 20 minuti di camminata nel bosco, raggiungiamo Malga Valdajer che ci lasciamo sulla destra e continuiamo la nostra salita.

Finalmente troviamo le prime macchie di neve!

SI METTONO LE CIASPOLE AI PIEDI

 

Saliamo seguendo i segnalini CAI  fino a trovare un muretto e una bassa costruzione in legno. Qui molti anni fa c’era un impianto di risalita quindi questo probabilmente è un pezzo della struttura.

Finalmente affondiamo per bene nella neve fresca, ci infiliamo le ciaspole e abbandoniamo il sentiero CAI.

 

Ci lasciamo il muretto sulla destra e andiamo dritti, per terra ci sono già molte tracce di ciaspe e sci.

Troviamo dopo pochi metri sulla sinistra una bella salita diretta fino alla cima del Val di Legnan e la seguiamo. 

 

Ci facciamo in tranquillità questi 150 metri di dislivello con, alla nostra destra,  il bellissimo panorama del monte Lodin, del monte Zermula, della Creta di Aip, e il nostro sguardo poteva scendere giù fino a riconoscere il Montasio e lo Jof Fuart.

Incantevole!

 

VAL DI LEGNAN CONQUISTATA

 

Raggiungiamo il Val di Legnan dopo un ora e mezza.

 

È ora di pranzo quindi la fame si fa sentire, ciaspoliamo verso una roccia e ci sbraniamo i nostri panini con intorno a noi una vista decisamente niente male.

Giorgino intanto sta correndo dappertutto, va matto per gli spazi aperti sopratutto quanto c’è neve e può fare le sgarfate haha.

Lo guardiamo correre divertiti finché si accorge che abbiamo tirato fuori da mangiare.. vi lascio immaginare il resto.. un cane che per 10 minuti riesce a tenere gli occhi a cuore e contemporaneamente seguire tutti i movimenti che fa il panino. Impossibile non dargli metà!

 

Finito di mangiare ripartiamo subito per non raffreddarci troppo.

Dal Val di Legnan la cima del Neddis sembra lontanissima.

Mannaggia a lei!

 

ARRIVATI SULLA CIMA DEL MONTE NEDDIS, CHE SPETTACOLO!

 

Per salire sulla cima del Neddis seguiamo direttamente la cresta evitando di tagliare o passare sotto i pendii nevosi.

 

La giornata di oggi è perfetta.

Il cielo è così blu da sembrare finto, fa freddo, c’è poca gente e intorno a noi pochissima foschia.

 

In meno di un ora e ammetto, senza grande fatica, abbiamo raggiunto la cima del Monte Neddis.

Che dire, MA CHE SPETTACOLO!

 

A 360 gradi le Alpi Carniche tutte intorno a noi.

Spaziamo lo sguardo dal Coglians, alla Creta di Timau, e anche il monte Dimon, il Tamai, l’Amariana, il Tersadia, il Sernio, la Grauzaria, il monte Zermula e la Creta di Aip.

Stu-pen-do!

 

Facciamo giusto quelle 3000 foto per immortalare la bellezza di questo momento e poi ricominciamo la discesa lungo lo stesso itinerario.

Noi avevamo i ramponi nello zaino ma sia per la salita che per la discesa abbiamo deciso di non indossarli e tenere le ciaspole.

 

ATTENZIONE ATTENZIONE

 

Visto le polemiche che si leggono sempre sui social ci tengo a dirvi che noi abbiamo SEMPRE i ramponi nello zaino da novembre a maggio.

In questa escursione, per questa giornata secondo noi bastavano le ciapsole, nei pezzi dove la neve era più dura come sulla cima, non si rischiava di scivolare e anche in discesa le ciaspole avevano una bella aderenza quindi NOI ABBIAMO DECISO DI NON USARE I RAMPONI.

 

Sta a voi decidere cosa indossare nel momento della vostra escursione quindi mi raccomando, prendete come spunto la mia escursione ma considerate VOI se è più adeguato indossare ciaspole o ramponi.

SI RIENTRA ALLA BASE LUNGO LO STESSO ITINERARIO

 

In appena un ora e 10 siamo arrivati alla macchina passando questa volta per Malga Valdaier (che purtroppo era chiusa) e scendendo lungo la strada asfaltata gli ultimi metri.

 

“AFTER” IN CENTRO A PALUZZA

 

Per scaldarci e prenderci una pausa siamo passati in centro a Paluzza (posticino che adoro dopo le nostre super vacanza qui dell’estate 2019 – dai un occhiata dove abbiamo alloggiato QUI).

Ci sono un sacco di bar e localini carini quindi avete veramente l’imbarazzo della scelta.

 

Noi ci siamo bevuti un ottima cioccolata calda con la panna questa volta mentre un Giorgino dormiva contento sotto il tavolo.

Ci fa sempre ridere il fatto che OGNI volta che ci fermiamo a Paluzza incontriamo lo stesso vecchietto che ci tiene 3 ore a parlare (e che di solito non si ricorda che siamo sempre noi haha).

Ovviamente lo abbiamo beccato anche questa volta ma ci siamo nascosti dietro il giornale e non ci ha visti 😀 lo so siamo delle brutte persone. 

 

END

 

Questa è una bellissima camminata estiva e ciaspolata invernale. I panorami sono mozzafiato e soprattuto, a mio parere, la salita non è per niente dura.

Fate solo attenzione in inverno a salire lungo la cresta e non lungo il sentiero CAI che andando a zig zag sul pendio potrebbe essere pericoloso.

 

Escursione consigliata fortemente per i panorami spettacolari. 

 

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INFO DELLA CAMMINATA DA CASTEL VALDAJER ALLA CIMA DEL MONTE NEDDIS:

 

Partenza: Castel Valdajer, Ligosullo,   Friuli Venezia Giulia.

Arrivo: cima del monte Neddis

Tempi: 3 ore

Sentiero: CAI 404

Difficoltà: facile ma bisogna fare attenzione ed essere adeguatamente equipaggiati.

Adatta a chi: adulti e ragazzi grandi.

Consigli: avere sempre con se’ i ramponcini. Fare attenzione dal Val di Legnan alla cima del Monte Neddis di seguire la cresta e NON il sentiero CAI, troppo pericoloso in inverno.

 


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