Escursione dalla vista mozzafiato ai laghi d’Olbe e Monte Lastroni | Sappada

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Oggi vi racconto della nostra escursione partendo dalla Baita Rododendro lungo il CAI 138 che in 2 ore porta ai bellissimi laghi d’Olbe e poi in un’altra ora sulla cima del monte Lastroni a 2449 metri.

 

^^^ Si parte! Abbiamo lasciato l’auto davanti alla Baita Rododendro che si trova in località Pian delle Bombarde sopra Sappada ^^^

^^^ Selfie pre-partenza 😀 ^^^

^^^ Da qui si può raggiungere attraverso un altro sentiero le sorgenti del fiume Piave ^^^

^^^ La prima parte della camminata è abbastanza faticosa ma almeno si svolge su comoda mulattiera ^^^

 

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^^^ Incontriamo questa bella cascatella che fa felice il nostro 4 zampe e anche noi che così tiriamo fiato ^^^

^^^ Giorgino decide di fare direttamente il bagno e passa 5 minuti buoni disteso in acqua ^^^

^^^ La parte più dura è andata, ci abbiamo messo un oretta a fare il pezzo della salita più faticoso e ora ci aspetta il meglio! ^^^

^^^ Siamo arrivati in questo pianoro erboso ricoperto di fiori multicolore ^^^

^^^ Team magliette coordinate eccoci!!! ^^^

^^^ Anche Giorgino sorride felice mentre cerca di mangiarsi un fiore ^^^

^^^ Guardate che bellezza tutti questi fiori!! ^^^

^^^ C’è anche un fiumicell0 che forma delle pozze dove Giorgino non può non lanciarsi.. ^^^

^^^ Ma tormentiamolo un po’ questo cagnolino no?! 😀 ^^^

^^^ Dopo questa piacevole pausa si riparte! ^^^

^^^ Simone fai una faccia che sembra che non stai facendo fatica! Ecco il risultato 😀 ahah ^^^

^^^ Coccoline ad alta quota ^^^

^^^ Davanti a simone l’inconfondibile Terza Grande ^^^

 

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^^^ Sotto di noi le piste da sci di Sappada ^^^

^^^ Per raggiungere i laghi d’Olbe si puo’ anche prendere la seggiovia a Sappada e camminare “solo” 40 minuti ma controllate se la seggiovia è aperta e gli orari! ^^^

^^^ Raggiungiamo casera d’Olbe e le mucche in libertà che a gruppi stanno salendo fino al lago per bere ^^^

^^^ Dribbliamo il gruppetto di mucche e allunghiamo il passo visto che Giorgino non è un fan delle mucche (è un fifone 😀 ) ^^^

^^^ Simone che guarda la salita ormai andata: tzè! ^^^

^^^ Quasi arrivati! Lassù ci sono i laghi d’Olbe ^^^

^^^ Eccoci arrivati ed ecco anche le mucche tutte intorno al lago a rinfrescarsi ^^^

^^^ Giorgino corsa e bagnetto mode ON e mucca che pensa “ma che cacchio fa?!” ^^^

^^^ Che bellezza le acque di questo laghetto alpino che riflette tutto alla perfezione. Stupendo! ^^^

^^^ Si sale ora sul monte Lastroni. Un altra oretta di cammino e ci siamo! ^^^

^^^ Ecco il sentiero ben visibile davanti a Simone ^^^

^^^ Alla nostra destra un panorama incantevole! Nel centro spostato a destra si puo’ riconoscere il monte Tuglia e il prato alla sua destra era la meta di questa camminata QUI, ve la ricordate? ^^^

^^^ La vista dei laghi d’Olbe da sempre più in alto ^^^

^^^ La casera delle mucche che abbiamo incontrato prima vista dall’alto e le piste da sci più lontano ^^^

^^^ Davanti a me la Cresta frastagliata del Ferro ^^^

^^^ Il monte Peralba e il rifugio Calvi (riuscite a vederlo?) ^^^

^^^ Da quassù riusciamo a vedere anche la Val Visdende rimasta colpita dal passaggio di Vaia durante l’autunno 2018 ^^^

^^^ Tutte le macchie marroni sono i migliaia di alberi caduti l’anno scorso ^^^

^^^ Terribile… ^^^

^^^ Guardate come si vede bene in questa foto il sentiero che abbiamo appena fatto ^^^

^^^ Da qui il lago inferiore sembra a forma di cuore ^^^

^^^ Fiori anche qui in cima ^^^

^^^ Cagnolino felice 😀 ^^^

^^^ Quasi arrivati alla cima del monte Lastroni ^^^

^^^ Vai Giorgino porta Simone alla cima! ^^^

^^^ Arrivati a quota 2449 metri ^^^

^^^ Abbiamo legato Giorgi perchè c’era un altro cane. Intanto Simone studia l’orizzonte ^^^

^^^ Felicità post arrivo in vetta! ^^^

^^^ Sonno post arrivo in vetta 😀 ^^^

^^^ Ora si scende! ^^^

^^^ Ultimo sguardo al monte Lastroni prima di scendere e andare a bere una birra al rifugio Rododendro! ^^^

^^^ Durante questa camminata si possono vedere anche alcune fortificazioni della prima Guerra Mondiale infatti questa era una linea di difesa italiana ^^^

^^^ Ora andiamo al lago superiore d’Olbe e scendiamo ^^^

^^^ Vuoi non fare un ultimo bagnetto? ^^^

^^^ Ciao amici qui si sta benissimo!!! ^^^

^^^ Ora ripercorriamo lo stesso sentiero in discesa ^^^

 

Qualche settimana fa una nostra cara amica, Nicole (@niky_yuky) ha fatto una bellissima escursione con suo fratello ai laghi d’Olbe e poi sul monte Lastroni.

Le foto erano così belle che le abbiamo chiesto informazioni e ci siamo andati anche noi qualche settimana dopo.

 

A volte le foto sono più belle del luogo in se. Non è questo il caso.

Oltre alla bellezza del lago, delle sue acque cristalline che riflettono il panorama circostante, tutta la cornice di cime intorno è da restare senza fiato.

Ma iniziamo con il racconto.

 

CAMMINATA AI LAGHI D’OLBE

 

Partiamo di casa molto presto visto che anche oggi mettono pioggia dalle 13.00.

Dico “anche oggi” perchè forse non vi ricordate di domenica scorsa quando abbiamo preso un uragano di acqua e grandine scendendo dal Grauzaria per poi scoprire che beccare un temporale in quella zona è pericolosissimo :O (se vuoi leggere l’articolo clicca qui).

 

Alle ore 9.00 abbiamo già bevuto il caffè alla Baita Rododendro e appurato che i cani possono entrare.

Il cartello CAI indica 2 ore per i laghi d’Olbe superiamo il ponticello sul fiume Piave e attacchiamo il sentiero 138. 

 

In un ora e quaranta superiamo i 700 metri di dislivello più faticosi della giornata ovvero, dalla Baita Rododendro alla Casera d’Olbe, dove una mulattiera comoda ma abbastanza ripida vi farà “sputare pallini”.

 

Prima della casera ci siamo fermati a fare una bella pausa in un pianoro erboso pieno zeppo di fiorellini multicolore attraversato da un fiumicello che creava delle rinfrescanti piscinette per il nostro cagnolino. Dopo un bel bagnetto rinfrescante e tante foto siamo ripartiti contenti.

 

Superata la casera, sarà la salita più dolce o il panorama mozzafiato che ci ha circondato tutto il giorno, fatto stà che non ho più fatto grande fatica. 

 

L’ultimo tratto di salita è stata resa anche più divertente dalla presenza di decine di mucche che risalivano il sentiero con noi, per abbeverarsi nei laghetti alpini.

Giorgino il fifone non vi dico che vite che faceva (haha) per allontanarsi da questi animaloni che per lui probabilmente sono pericolosissimi 😀

 

Nascosto dietro alle gambe di Simone è arrivato anche lui fino ai laghi d’Olbe dove si è rilassato e in un battibaleno si è lanciato dentro il lago. Che ridere!

Le mucche, che erano ovunque, lo guardavano dalla riva mentre lui se ne stava al sicuro nel mezzo del lago!

 

ARRIVATI AI LAGHI D’OLBE

 

Ragazzi ma che bellezza!

Che luce che c’era in quel momento sulle montagne e il laghetto alpino era uno specchio.

 

I laghi visti dalla chiesetta, sembrano quasi avvolti dentro la cresta del Righile in un abbraccio. Dall’altro lato invece, vengono cullati da delle collinette erbose di un verde mai visto e il tutto sotto gli occhi severi del monte Lastroni che tiene d’occhio tutto dalla nostra destra.

Insomma, nel complesso un incanto. 

 

SALITA AL MONTE LASTRONI

Ci vuole un altra oretta di cammino per arrivare alla cima del monte Lastroni che vi invito vivamente a fare.

A parte il fatto che la salita non è troppo faticosa, la vista che si gode da lassú vi farà ripagare di ogni goccia di sudore versata.

 

Salendo in quota il laghetto inferiore prende una dolcissima forma a cuore (che non riuscivo a smettere di fotografare per poi girarla a tutte le mie amiche – p.s. son già salite almeno in 10 dopo quella foto 😀 ).

Sulla sinistra intravediamo nella roccia alcune fortificazioni della prima Guerra Mondiale dato che questa era una linea di difesa italiana e salendo ancora più su riusciamo per la prima volta a guardare verso l’altro versante della montagna.

 

Davanti a noi la distruzione. 

Non me l’aspettavo.

 

Sotto di noi migliaia di alberi caduti a causa della tempesta Vaia creando danni incommensurabili alla bellissima Val Visdende.

Dall’alto la differenza di colore degli alberi a terra rispetto a quelli ancora in piedi ti fa rendere conto ancora di più, quanti alberi sono andati persi. Una vera tragedia.

 

Un po’ più tristi continuiamo la nostra salita verso la cima del monte Lastroni.

Ci siamo quasi.

 

VERSO LA CIMA DEL MONTE LASTRONI

 

Per arrivare alla cima c’è giusto un piccolo passaggio un po’ scomodo dove bisogna “arrampicarsi” su qualche sassone (vedi foto sopra).

Quando siamo arrivati noi c’eran varie persone che salivano e scendevano quindi ci siamo seduti tranquillamente sotto a mangiare il nostro panino e ad aspettare il momento giusto per salire.

 

Mentre eravamo qui ci siamo gustati la vista davanti a noi e siamo riusciti a vedere la casera dall’alto, parti del sentiero appena fatto, gli impianti e le piste da sci in veste estiva di Sappada e dietro il monte Tuglia ( dove abbiamo fatto una bella camminata – il post qui ), il monte Cimon, il monte Creta Forata e il Siera.

Dietro di noi il monte Palombino, le Crode dei Longerin e decine di cime Austriache. 

 

MONTE LASTRONI

Recuperate le forze e con la pancia piena arriviamo tutti contenti alla croce sul monte Lastroni a quota 2449 metri. 

Simone tira fuori il binocolo e inizia a studiare il panorama, Giorgino schiaccia un pisolino e uno sfodero la mia app preferita, Pick finder, per cercare di riconoscere piú vette possibili.

Dopo un 15 minuti di relax inizia ad arrivare un sacco di gente e vista l’ora è meglio andare.

 

LA CORSA PER NON PRENDERE LA PIOGGIA

E’ l’una.

Dobbiamo scendere, fare il giro del lago superiore e tornare fino alla macchina.

Dobbiamo muoverci.

 

Mentre scendiamo vediamo decine di persone sdraiate a prendere il sole o a mangiare in relax intorno al lago.

Avranno visto quel nuvolone nero in lontananza?

 

Superiamo il lago inferiore, passiamo per la chiesetta e iniziamo la discesa. 

A metà strada, guarda la coincidenza, incontriamo mia sorella e un amico che salgono verso il lago.

La avviso di muoversi che sta per venire il diluvio, le do’ la mia giacca da pioggia visto che è senza e ci dividiamo.

 

Superiamo la cascata che si incontra all’inizio e pensiamo di avercela fatta.

Mi sembrava molto più vicina.

Cavolo.

 

Inizia a gocciolare, io e Simone ci guardiamo.

E anche oggi si corre! 

 

SI CORRE!

 

Ormai siamo diventati degli ottimi runner visto il numero di volte che abbiam preso la pioggia e siam tornati alla macchina correndo.

Ma almeno oggi siamo vicinissimi. 

 

Partono le gocciolone e penso a quelle decine di persone che sono ancora dietro di noi.

Noi intanto stiamo correndo a rotta di collo verso la macchina.

 

Dopo 5 minuti di gocciolone ci lanciamo in auto e viene giù il finimondo. 

 

Fuori dalla macchina faccio fatica a vedere gli alberi talmente tanta acqua e nebbia è scesa in pochi minuti.

Assurdo.

 

Pian piano vediamo le persone scendere e arrivare alle auto.

 

RELAX IN BAITA

 

Appena il tempo migliora ci spostiamo alla Baita Rododendro dove aspettiamo mia sorella.

Arrivano decine di persone completamente zuppe, incavolate nere e senza il cambio dietro.

I più sfortunati però rimangono i motociclisti e che oltre a dover prendere ancora pioggia ora sono completamente zuppi.

 

Erica per fortuna ha il cambio dietro. 

Quindi noi asciutti e contenti passiamo un bel pomeriggio tra taglieri e radler prima alla baita Rododendro e poi alla baita Piani del Cristo. 

 

Entrambi i locali consigliatissimi sia per il mangiare che per il personale.

Titolari e ragazze dietro il banco bravissime e simpaticissime!!

Ci tornerei subito!

 

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INFO DELLA CAMMINATA FINO AI LAGHI D’OLBE + MONTE LASTRONI:

 

Partenza: Rifugio Rododendro, Sappada, Friuli Venezia Giulia.

Arrivo: Laghi d’Olbe poi monte Lastroni.

Tempi: 2 ore fino ai laghi. Un’ altra ora fino alla cima del monte Lastroni.

Sentiero: CAI 138

Difficoltà: media.

Adatta a chi: adulti e ragazzi grandi in quanto la prima parte è un po’ faticosa.

 


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