CENA “AL CASTELLO” DEI FRATELLI NEGRINI A FAGAGNA | NEW ENTRY DELLA GUIDA SLOW FOOD “OSTERIE D’ITALIA 2019”

Una cena speciale alla scoperta dell’ultima entrata nella guida  “Osterie d’Italia 2019”.

 

 

Sabato sera io e Simone ci siamo concessi una serata speciale.

Ci siamo vestiti di tutto punto, abbiamo lasciato Giorgino ai nonni e via.

Siamo andati a provare l’ultimo entrato (in realtà ri-entrato scopriremo dopo) della guida “Osterie d’Italia 2019” nella zona collinare del Friuli Venezia Giulia, a Fagagna.

 

LA STORIA

Il Ristorante Trattoria “Al Castello” dei fratelli Negrini nasce, ormai 35 anni fa in una location differente.

I due fratelli infatti, fecero nascere la loro prima osteria sul colle che domina il paese di Fagagna ed esattamente nei resti del castello. Da qui il nome.

 

Molto conosciuto in zona per essere uno dei locali ad avere un ottimo rapporto qualità prezzo, è frequentato da persone di ogni età che amano un ambiente familiare e una cucina raffinata che predilige prodotti stagionali e ama fare ricerca sul territorio.

 

 

IL RISTORANTE

Quando i fratelli Negrini si spostarono nell’attuale location, ovvero un bellissimo casolare friulano ristrutturato in ogni sua parte, persero la chiocciola perchè, secondo “Slow food”, era un locale troppo moderno.

Quest’anno “Al castello” è rientrato di diritto nella guida   “Osterie d’italia 2019” in quanto possiede tutte le caratteristiche che l’associazione ritiene oggi importanti come l’ ambiente e il sentirsi “come a casa”, la cucina e l’accoglienza, l’uso di prodotti del territorio, prezzi buoni e alta qualità.

 

Le sale del ristorante hanno un aria moderna e raffinata impreziosite da tappeti e mobili antichi d’arte povera friulana che rendono l’ambiente caldo, piacevole e dove ci si trova subito a proprio agio.

 

Il menu è vario e trovano spazio piatti di carne, pesce o vegetariani. Ma anche menù degustazione e contorni di stagione.

 

Visionata la lunga lista dei vini abbiamo optato per un bianco che ci ha subito incuriosito, il Pomedes bianco di Scubla. Dall’aroma intensa e persistente questo vino dei Colli Orientali del Friuli viene fermentato in barrique e fatto maturare 8 mesi. Da qui nasce il sapore aromatico e complesso che si è sposato bene con tutte le nostre portate.

 

 

IL MENU

L’atmosfera intima e il primo bicchiere di vino ci fanno subito entrare nel mood giusto. Ordiniamo per incominciare una Tartara di gamberi su carpaccio di pesche Nettarine. L’abbinamento delizioso e la freschezza del prodotto lasciano Simone estasiato. Io vengo incuriosita dal formaggio proveniente dal Carso e stagionato in grotta così ordino la Mousse di “Jamar” su julienne di zucchine e zenzero.

Un connubio stuzzicante ma delicato che si sposa alla perfezione con la crema di formaggio dal sapore deciso che mi fa pensare al nostro Formadi Frant. Delizioso.

 

 

I PRIMI PIATTI

Alla domanda “cosa porteresti su un isola deserta?” sicuramente risponderei ” Un piatto di pasta” e chiamare pasta i primi de “Al Castello” è veramente riduttivo. Sono speciali.

 

Simone ha assaggiato un piatto di tagliolini ai finferli e code di gambero.

Ammetto.

Glieli avrei mangiati tutti!

 

Mentre io ho scelto un piatto di Ravioli di zucca, mostarda e amaretti con scaglie di Montasio stravecchio. Un ricetta tipica mantovana rivisitata usando i prodotti del nostro territorio come la zucca e lo stravecchio.

Non ho mai pensato di usare la mostarda in questo modo ma al primo assaggio mi sono subito ricreduta infatti esalta il gusto e il profumo della zucca lasciando in bocca una nota dolce ma con note pungenti. Buonissimi entrambi i piatti.

 

 

Per secondo deliziamo il palato con un roast-beef delicatissimo di anatra accompagnato da dei fingerli freschissimi e un branzino all’acqua pazza. Le foto parlano da sole.

 

Tra una chiacchiera e l’altra la serata scorre piacevole ed è già l’ora preferita di Simone. Quella del dolce.

 

 

La scelta è ardua, ci sono torte al cioccolato, tortini e sorbetti da leccarsi i baffi ma Simone alla fine sceglie la torta “cun lis jerbis” – con le erbe in friulano – e salsa di prugne speziate, mentre io prendo la bavarese al “Moscatellone” ovvero lo Zibibbo, con salsa al cioccolato cru “Guanaja”  famoso per la sua amarezza perfetto con la dolcezza della crema.

La serata è stata super piacevole, adoro andare in ristoranti carini come questo.

E’ vero amiamo andare in montagna ma sappiamo apprezzare i buoni ristoranti e l’alta qualità.

Inoltre ci tengo a sottolineare quanto sia stato perfetto il servizio di tutto il personale di sala oltre ovviamente alla dedizione e  all’ottimo lavoro dei padroni di casa dove si vede, che tutto ciò che fanno, è per dare la massima soddisfazione al cliente.

Questi sono i locali che non dovrebbero mai scomparire. Questa è vera ristorazione.

Un esperienza davvero appagante e un livello qualitativo molto alto contraddistinguono questo ristorante. Un locale perfetto per cene a due, serate speciali ma anche cene tra amici che amano il buon cibo accompagnato da un vino d’etichetta, in ambienti semplici ma raffinati.

Dietro a tutto questo una bella famiglia che da 35 anni dedica la sua vita a far conoscere i prodotti del territorio guidando i clienti in un viaggio tra sapori antichi e moderni.

Un ristorante  unico assolutamente da provare.


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