TREKKING IN FRIULI: IL SENTIERO DEI BORGI DIMENTICATI DI MOGGIO UDINESE

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Sopra Moggio Udinese seguendo il sentiero CAI 418/420, si snoda il “Troj dai Borgs“, un bellissimo sentiero di media difficolta’ che durante le 4 ore di camminata ti permette di visitare sperduti borghi di fine ‘800 anticamente abitati dai famosi scalpellini della zona e pastori.

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Partiamo una mattina di aprile, non troppo presto anche perché io la mattina, sia chiaro, HO SONNO.

Quindi dicevo, partiamo una bella mattina di primavera abbastanza convinti di fare una camminata easy dato che ero eravamo un po’ fuori allenamento.

Parcheggiamo a Moggio Alta zona monastero, neanche un minuto e riusciamo a perderci, iniziamo bene. Dopo un breve vagabondaggio per il paese individuiamo una signora con abbigliamento tecnico/aggressivo, capiamo immediatamente che lei e il suo pail a quadri erano la nostra salvezza e sagacemente decidiamo di pedinarla. Seguiamo lei che segue la strada giusta e quindi dalla fontana di Moggio Alto troviamo i cartelli per la località COSTA da cui parte una comoda mulattiera.

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Lo ammetto  seguire questo sentiero che si snoda dolcemente in mezzo a boschi di abete bianco, faggio e pino nero e’ una delizia.  In un ora e mezza senza grandi difficolta’ (e se lo dico io..)superando cascate, ruscelli e con uno splendido panorama sulla val Glagnò si raggiunge il primo borgo dimenticato: Moggessa di Quà.

Raggiungibile solo a piedi e per questo completamente in rovina tranne per due casette proprio nel centro del “paese”, Moggessa di quà è un piccolo spettacolo di viuzze e case diroccate dove ormai la natura ha preso il sopravvento.

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Il signor Raimondo, un loquace signore che passa qui le sue estati ed unico abitante che incontro per strada mi ha raccontato che questo borgo fino ai primi del 900 era abitato da pastori e famiglie di scalpellini che erano soliti spostarsi per lavoro per interi periodi per poi tornare la’, a Moggessa, dove infatti si può’ notare la bellissima fattura delle case costruite con pietre staccate, tagliate e lavorate a regola d’arte.

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Superato il Rio Mulin dove in estate è possibile fermarsi per mettere i piedi ammollo o fare una sosta sulla sua bellissima spiaggetta, si raggiunge Moggessa di La’.

Gia’ l’arrivo è una figata, passare in mezzo a questi ruderi abbandonati ti fa sentire un po Lara Croft, un po’ Indiana Jones ne “Il tempio maledetto”. Molte case dopo il terremoto sono crollate, in alcune è crollato solo il tetto e la natura ha preso il sopravvento ma alla fine dopo centinaia di anni è incredibile che siano ancora lì, a raccontare la loro storia.

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Preparatevi a “sputar pallini”

Superata Moggessa di La’ preparatevi a “sputar pallini“, come si dice in Friulandia.

Una bellissima – haha – salita, di quelle che “ora mi giro e me ne vado”, vi conduce (più’ morti che vivi) al borgo Morolz a quota 855 metri. Ammetto che il paese è talmente carino e ben tenuto da meritare tutta la fatica. Qui i fuoristrada  riescono ad arrivare e infatti le case sono ristrutturate molto bene ognuna con i suoi muretti in pietra, l’orto, il giardino con vista e le persone super cordiali mi sembravano  molto contente nel poter fare 2 chiacchiere e mantenere  ancora vivo quel dedalo di casette.

Non so voi ma a me l’aria di montagna fa sempre fame..

Con un polmone in meno ma un granello d’orgoglio in più’ raggiungiamo la chiesetta tra Borgo Morolz e borgo di Mezzo – ma tu non hai fame? – non c’è stato neanche un secondo di incertezza: era il posto giusto per  battezzare i panini di Simone.

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Dopo esserci scofanati due panazzi di discrete dimensioni, il the caldo e la cioccolata, con addosso il famoso “occhio uaiocco” (modo di dire furlano per intendere quel momento di crisi profonda  che ti piglia nel dopo pranzo e ci si ritrova solitamente con un occhio chiuso e uno mezzo aperto) riprendiamo la camminata.

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Si scende e si sale fino a raggiungere la Forca di Monticello a 922 metri e per finire il giro ma anche di digerire continuiamo a scendere seguendo il sentiero numero 420 verso Travasans e finalmente il tanto agognato arrivo a Moggio, e conseguente arrivo al bancone e arrivo della birra. 

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Insomma il giro è molto bello, esplorare i vari borghi, poter guardare e spiare dentro le case è un po da stalker ma lo ammetto, molto divertente. Ho voluto scrivere un post su questo giro perché è una delle camminate a “bassa quota” che ho preferito e perché sono convita che molte persone anche delle mie zone non ne siano a conoscenza.

Se decidete di fare anche voi il “troj dai borgs” fatemi sapere  se vi è piaciuto  😀

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Se volete dare un occhiata a una cartina dell’ “anello dei borghi” quella  presente sul sito www.turismofvg.it è chiara e utile sia per ciclisti che per gli escursionisti. CLICCA QUI  per la cartina del “troj dai borgs”.

moggessa_troj_dai_borgs14Scheda tecnica:

Sentiero num. 418/420

Tempo: dalle 4 alle 5 ore

Adatto a: adulti o persone allenate. Il percorso non è difficile ma c’è una bella salita non adatta a tutti. In caso decideste di  raggiungete Moggessa di là e tornate indietro è adatta anche a famiglie con bambini, magari un po gradicelli.

Periodo consigliato: Primavera, estate, autunno.

Consigli: Portatevi da mangiare perché non c’è nessun posto dove comprarlo. Si trovano alcune fonti lungo il percorso. Se andate in estate c’è la possibilità’ di rinfrescarvi a bordo fiume.

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